Terapia di coppia e relazioni extraconiugali: cosa fare?

Uno delle situazioni più classiche che possono portare ad iniziare un percorso di terapia di coppia è senza dubbio la scoperta o la rivelazione di una relazione extraconiugale.

Generalmente, le crisi che seguono la scoperta di relazioni extraconiugali vengono descritte dalle persone coinvolte come “periodi di gran caos”, “periodi folli”.

In sé, queste situazioni, portano a veri e propri traumi emotivi che inevitabilmente espongono ad una grande sofferenza entrambi gli elementi della coppia. Iniziare un percorso di terapia di coppia, a seguito di un tradimento, spesso significa in primis transitare momenti ad alta temperatura emotiva. Gli individui coinvolti nella crisi possono percepirsi come “estranei”, “non in sé” o, all’opposto, come estremamente lucidi, “troppo lucidi” nell’ attraversare questi momenti.

Non è inusuale assistere durante una terapia dicoppia, a momenti di vera e propria disperazione, rassegnazione, sicuramente da parte del partner tradito, ma alle volte, anche da parte del partner coinvolto nella relazione extraconiugale. Si possono osservare in terapia espressioni di gelosia intensa, di rabbia, fino ad arrivare a episodi di vera e propria violenza, anche in coniugi che da anni si disprezzano, in coppie che da anni non hanno nessun contatto fisico.

Chiaro che in queste situazioni, è abbastanza evidente che sebbene ci si trovi nel bel mezzo di una tempesta, le ragioni partono da molto più lontano. Ma è anche vero che in queste circostanza, prima di fare ogni passo verso le ragioni che hanno portato fin lì, c’è da attraversare e contenere le forte emozioni che attraversano il momento presente. In questi casi, iniziare un percorso di terapia di coppia può significare avere, come primo obiettivo possibile, quello di riuscire a non farsi sopraffare dalle naturali tempeste emotive del momento e contenere i traumi che ne possono conseguire.

Una volta stabilizzato il “sistema” e ristabilita la capacità di pensare è possibile passare ad una seconda fase nella quale andare a situare il momento di crisi presente in un flusso di vita della coppia più amplio. Chiaro che questa seconda fase non sempre è possibile. Una terapia di coppia, in queste situazioni può iniziare anche solo per meglio gestire la separazione, ancor di più quando sono presenti figli. In altri casi, nonostante il momento di caos, persiste da parte di entrambi la motivazione a ricreare e ricercare un nuovo equilibrio nella coppia.

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