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La psicologia del tradimento nella coppia: cosa dice davvero la ricerca

  • 7 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Il tradimento è una delle esperienze più temute dentro una relazione. E spesso, quando accade, la prima reazione è quella di sentirsi soli con qualcosa di incomprensibile — come se quello che sta succedendo non avesse precedenti, non avesse logica, non avesse uscita.

La ricerca psicologica degli ultimi vent'anni ci dice che invece di storie ce ne sono molte, e che alcune domande che le coppie si fanno da sole hanno risposte meno arbitrarie di quanto sembri. Al Centro Terapia di Coppia di Torino, quando una coppia arriva con una ferita legata all'infedeltà, una delle prime cose che facciamo è aiutare a dare un nome a quello che sta succedendo. Perché capire non significa giustificare, ma può aiutare a non rimanere bloccati.

Quanto è davvero diffuso il tradimento?

I numeri sul tradimento variano molto a seconda di come viene fatto lo studio, chi viene intervistato e come viene posta la domanda. Le stime oscillano tra il 20 e il 25% delle persone con una relazione stabile che dichiarano di aver avuto esperienze extraconiugali.

Quello che invece è sorprendentemente consistente tra gli studi è il dato sulle fantasie di tradimento: la quasi totalità degli uomini e una percentuale molto alta di donne ha fantasticato almeno una volta di un rapporto con una persona diversa dal proprio partner. Questo non significa che abbiano tradito o che vogliano farlo. Significa che il desiderio — la fantasia — è una componente normale della psicologia umana, anche dentro relazioni solide e soddisfacenti.

Portare questo dato dentro una stanza di terapia può essere già liberatorio. Perché distinguere tra fantasiare e agire non è una sottigliezza: è una differenza sostanziale.

Tradimento fisico o tradimento emotivo: la distinzione che conta

Non tutte le coppie chiamano "tradimento" la stessa cosa. E questa non è solo una questione semantica — è spesso il cuore del conflitto.

La ricerca mostra che uomini e donne tendono a pesare diversamente le due dimensioni dell'infedeltà. Gli uomini riportano più frequentemente di sentirsi traditi soprattutto dal contatto fisico, anche occasionale. Le donne, in media, attribuiscono un peso maggiore alla vicinanza emotiva — i messaggi affettuosi, le confidenze, il fatto che il partner abbia scelto di condividere qualcosa di intimo con un'altra persona.

Una definizione clinicamente utile del tradimento comprende entrambe le dimensioni: il coinvolgimento fisico e quello emotivo. Snyder, Baucom e Gordon lo descrivono come una violazione delle aspettative della relazione attraverso il coinvolgimento emotivo o fisico con qualcun altro. Se vuoi approfondire come questo modello viene applicato in terapia, abbiamo scritto di questo nell'articolo su tradimento e terapia di coppia: si può davvero ricostruire?.

Perché accade: fattori personali, di coppia, e — sì — anche genetici

Le ragioni per cui le persone tradiscono sono multiple, intrecciate e raramente riconducibili a una sola causa. È uno dei motivi per cui spiegazioni semplici come non mi amava più o ha ceduto alla tentazione sono quasi sempre incomplete.

Tra i fattori più documentati troviamo l'insoddisfazione sessuale o emotiva nella coppia, l'esposizione a contesti sociali in cui l'infedeltà è normalizzata, e alcuni tratti di personalità — le persone con alta apertura all'esperienza mostrano una maggiore propensione all'infedeltà, mentre la coscienziosità (affidabilità, coerenza, responsabilità) sembra associarsi a una maggiore fedeltà.

Più sorprendente — e clinicamente da trattare con cautela — è il contributo di fattori biologici. Alcune ricerche hanno identificato varianti genetiche associate a una maggiore probabilità di comportamenti extraconiugali, legate ai sistemi della dopamina e di altri neurotrasmettitori coinvolti nella ricerca di novità.

Questo non significa che chi tradisce non poteva farci niente. Significa che la biologia contribuisce alla vulnerabilità — non alla scelta. E che la responsabilità personale rimane, anche quando il contesto o la biologia inclinavano in una certa direzione.

Chi ha tradito una volta è a rischio di ricaduta?

È una domanda che molte coppie si pongono dopo una scoperta. Una ricerca longitudinale condotta su quasi 500 adulti seguiti attraverso due relazioni successive ha trovato che chi ha avuto esperienze extraconiugali in una prima relazione aveva una probabilità circa tre volte superiore di ripeterle nella relazione successiva.

Non è un destino, ma è un dato da prendere sul serio. Quello che suggerisce è che dietro il comportamento infedele ci sono spesso pattern personali — di gestione dei bisogni, di tolleranza alla frustrazione, di modalità relazionale — che non scompaiono automaticamente con il cambio di partner.

Lavorare su questi pattern è possibile, ma richiede un lavoro su se stessi che va al di là della coppia. Spesso, nelle terapie di coppia che seguono un tradimento, emerge la necessità di un percorso individuale parallelo per il partner che ha tradito.

Perché alcune coppie rimangono fedeli: motivazione e personalità

Capire il tradimento richiede anche capire la fedeltà — che non è semplicemente l'assenza di opportunità, ma spesso una scelta attiva sostenuta da motivazioni precise.

La ricerca ha identificato le tre motivazioni principali che spingono le persone a non tradire: al primo posto la soddisfazione per la propria relazione, al secondo il senso di colpa personale, al terzo la paura delle conseguenze — sociali, pratiche, relazionali.

Quello che colpisce è la posizione della soddisfazione: è il fattore più potente. Non la paura di essere scoperti, non la morale, non le abitudini. La qualità del legame. Il che sposta l'attenzione su come si coltiva una relazione in cui entrambi stiano abbastanza bene — che è esattamente il lavoro che si fa in un percorso di terapia di coppia a Torino.

Riparare è possibile: cosa serve davvero

La scoperta di un tradimento produce, in molte coppie, qualcosa che assomiglia a un trauma. Il terreno sotto i piedi cede, i riferimenti che sembravano solidi saltano, e tutto quello che si dava per scontato — incluso il passato — viene rimesso in discussione.

Eppure la ricerca è chiara su un punto spesso controintuitivo: molte coppie non solo sopravvivono al tradimento, ma escono dal percorso di ricostruzione con una relazione più consapevole e solida di prima. Non sempre — e il processo è lungo, non lineare, spesso doloroso. Ma è possibile.

Quello che la letteratura identifica come ingredienti necessari comprende: la capacità di lavorare sul perdono — che non significa dimenticare, ma smettere di permettere al passato di definire il presente —, la cura del legame di attaccamento ferito, l'impegno genuino di entrambi i partner, e il tempo. Abbiamo descritto cosa succede concretamente nell'articolo su cosa accade nei primi giorni dopo aver scoperto un tradimento.

Quando il tradimento diventa il motivo per chiedere aiuto

Arrivare in terapia di coppia dopo un tradimento non è una resa. È spesso la prima scelta davvero attiva che una coppia fa, in mezzo a una situazione in cui tutto sembrava fuori controllo.

Il tradimento può essere la fine. Ma può anche essere — e spesso lo è — il momento in cui due persone smettono di vivere insieme in modo automatico e iniziano a chiedersi cosa vogliono davvero. Se ti stai chiedendo se la terapia di coppia possa essere utile anche quando solo uno dei due vuole provarci, puoi leggere cosa dice la clinica su questo.

Se vi ritrovate in quello che avete letto e state pensando a un percorso, i primi colloqui al Centro Terapia di Coppia Torino servono proprio a questo: capire dove siete, cosa è successo, e cosa — se volete — è ancora possibile.

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